Goal #6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acqua e delle strutture igienico-sanitarie

La sfida: Garantire acqua potabile a 2 miliardi di persone nel mondo

L’acqua pulita e accessibile a tutti è un elemento essenziale del mondo in cui vogliamo vivere. Quasi 5,6 miliardi di persone vivono in aree che si trovano ad alti livelli di rischio per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico e per lo stato di salute della biodiversità degli ambienti di acque dolci. Un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea come al mondo ci siano circa 2 miliardi di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e sono costrette a bere da fonti di acqua contaminata, rischiando di contrarre malattie mortali. Secondo il rapporto, negli ultimi tre anni gli investimenti annuali destinati all’acqua e ai servizi igienico sanitari nel mondo sono aumentati, in media, del 4,9 %. Tuttavia i finanziamenti non sono ancora sufficienti per soddisfare gli obiettivi a livello nazionale fissati per permettere l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Per di più, il cambiamento climatico sta causando sempre più spesso fenomeni meteorologici estremi, come siccità e inondazioni. In molti Paesi ci sono anche delle difficoltà di accesso all’acqua pulita e, quindi, a condizioni igieniche adeguate, provocando grandi impatti in termini umanitari, sociali, ambientali ed economici. È quanto mai necessario, dunque, incentivare la cooperazione internazionale e la creazione di capacità di supporto a sostegno dei Paesi in via di sviluppo in materia di acqua e servizi igienico-sanitari.

Italia: Ottimo l’accesso tramite rete idrica e la qualità delle acque dei nostri fiumi, ma vanno controllate le pressioni da fonti inquinanti

Nel nostro paese solo lo 0,2% della popolazione non è servita da una rete idrica, ma attinge comunque acqua da pozzi privati. Il 10% della popolazione, però, non si fida dell’acqua del rubinetto e ricorre all’acquisto di bottiglie di plastica, incidendo sulla produzione di rifiuti. Secondo l’indagine svolta dall’AEA nel 2012, l’Italia risulta avere una percentuale di circa il 50% dei fiumi in uno stato ecologico “buono” o “alto” e meno del 20% in stato ecologico “cattivo” o “povero”. Le pressioni da fonti inquinanti si attestano comunque al 50%. Inoltre, lo scarso livello qualitativo delle risorse idriche disponibili si traduce in costi molto elevati dei trattamenti necessari per la potabilizzazione, che nel 2012 hanno riguardato il 30,6% dell’acqua prelevata.

Per ciò che concerne la gestione degli scarichi inquinanti e la depurazione delle acque, la percentuale di abitanti equivalenti civili serviti e sottoposti a trattamento almeno secondario supera nel 2012 il 45% del potenziale generato (AETU). La massima capacità depurativa si registra negli impianti residenti nel Nord-ovest, in grado di assorbire il 61,5% di tutto il carico potenzialmente generabile all’interno della propria ripartizione. Il meno efficace risulta, invece, il sistema depurativo delle Isole, che garantisce un trattamento secondario o avanzato limitatamente al 46,0% del suo potenziale generato.

In relazione all’uso efficiente delle risorse idriche in tutti i settori produttivi, fortemente connessi agli aspetti della produzione agricola sostenibile, all’energia, alla produzione e consumi sostenibili e alla qualità e resilienza delle infrastrutture, si evidenziano risultati negativi, con una dispersione (anno 2012) pari al 37,4% dei volumi immessi in rete, in netto peggioramento rispetto al 2008 (quando erano il 32,1%).

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Fulvio D'andrea INC S.r.l.
Maggiori informazioni su Festival dello Sviluppo Sostenibile 2017

Dopo la sottoscrizione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs, nell’acronimo inglese) da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu (settembre 2015), organizzazioni internazionali, governi nazionali ed enti territoriali, associazioni imprenditoriali e della società civile si stanno mobilitando in tutto il mondo per disegnare e realizzare politiche e strategie volte a conseguire i 17 obiettivi e i 169 target su cui tutti i Paesi del mondo si sono impegnati.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 160 organizzazioni e reti della società civile, ha promosso quest’anno il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile, una grande manifestazione di sensibilizzazione e di elaborazione culturale-politica, diffusa su tutto il territorio nazionale. Il Festival rappresenta il principale contributo italiano alla Settimana europea dello sviluppo sostenibile (Esdw) e si svolgerà nell’arco di 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno, durante i quali si terranno oltre 200 eventi (convegni, seminari, workshop, spettacoli, ecc.) per richiamare l’attenzione sia sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire le politiche per lo sviluppo sostenibile. Oltre agli eventi convegnistici, il Festival proporrà anche incontri con personaggi di spicco ed esperti in modo più informale, comprendendo anche attività culturali e di spettacolo (cinema, teatro, mostre, eventi enogastronomici, flash mob). Il Festival nasce per coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione sui temi dello sviluppo sostenibile, andando anche oltre gli addetti ai lavori. Il Festival è rivolto dunque sia agli operatori economici e sociali e agli esperti delle materie oggetto degli eventi, sia a tutti i cittadini interessati a conoscere o approfondire i diversi temi dell’Agenda 2030.

Il Festival ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs, contribuendo in questo modo a portare l’Italia su un sentiero di sostenibilità