Goal #5: Raggiungere l'uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Mercoledì 10 maggio 2017 — La sfida: Porre fine alla discriminazione di genere e creare uguaglianza nel diritto e nelle situazioni sociali.

La parità di genere è una parte fondante del nuovo approccio trasversale per lo sviluppo sostenibile: le donne e le politiche di genere sono determinanti nelle scelte alimentari e nell’educazione ad una corretta alimentazione, nella riduzione e nella gestione dei rifiuti domestici, nel lavoro, nella formazione, nella gestione delle risorse economiche, nell’utilizzo delle nuove tecnologie. I diversi target affrontano importanti dimensioni delle disuguaglianze di genere come la violenza contro le donne, lo sfruttamento della prostituzione, il diritto alla salute riproduttiva, e dunque la libertà di decidere se, quando e quanto procreare, e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

 

Italia: Si riduce il gender gap, ma ancora molti sforzi da fare per allinearsi alla media europea

In Italia la divisione dei ruoli nella coppia è ancora molto rigida e vari ostacoli impediscono la piena attuazione delle leggi sul bilanciamento della presenza delle donne nella vita economica e sociale.

Nonostante negli ultimi anni la presenza femminile in Parlamento sia arrivata al 30%, nei luoghi decisionali a livello locale preoccupa la scarsa presenza di donne elette in molti Consigli regionali.

Parlando invece di istruzione, a livello universitario le donne superano ormai da anni i coetanei maschi, anche se la segregazione di genere nella scelta dei tipi di indirizzo continua ad essere alta e più difficile l’ingresso nel mondo del lavoro. Il fenomeno della bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro è concentrato soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, dove i tassi di occupazione femminili sono inferiori di quasi venticinque punti rispetto al resto del Paese. Una delle motivazioni a sostegno del fenomeno è la mancanza di efficaci politiche per la conciliazione dei tempi di vita. Di fatto, le donne si fanno carico della quasi totalità del lavoro, una condizione che configura una vera e propria “disuguaglianza” di genere, che le porta a svolgere molte più ore di lavoro familiare degli uomini, mentre il contributo degli uomini al lavoro di cura è ancora basso.

Nel nostro paese sono ancora molto diffusi gli atti di violenza contro le donne: circa un terzo delle donne ha subito violenza nel corso della vita, ma le violenze fisiche, sessuali e psicologiche nei cinque anni precedenti il 2014 sono diminuite rispetto ai cinque anni precedenti il 2006. Sono stabili i femminicidi e gli stupri, ma in generale aumenta la gravità delle violenze subite dalle donne.

Per quanto riguarda l’uso di anticoncezionali moderni, l’Italia è 18 punti sotto la media europea. Il 17,6% delle donne usa la pillola contraccettiva, contro una media europea del 21,3%, anche a causa dell’elevato costo di quest'ultima e degli altri metodi contraccettivi. Nel 2014 l’Unione europea ha chiesto ai paesi membri di facilitare l’accesso alla contraccezione di emergenza abolendo l’obbligo di prescrizione entro il 2015. Recentemente l’Agenzia del farmaco ha imposto l’abolizione della ricetta, ma solo per la “pillola dei cinque giorni” e solo per le maggiorenni.

Target Goal 5