Goal #4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

Mercoledì 10 maggio 2017 — La sfida: Innalzare il livello di istruzione per ridurre il rischio povertà

Secondo l’UNESCO l’educazione allo sviluppo sostenibile si svolge lungo tutto l’arco della vita e ha lo scopo di mettere le persone nella condizione di assumere decisioni informate e azioni responsabili per l’integrità ambientale, la sostenibilità economica e una società più giusta per le generazioni presenti e future, nel rispetto delle diversità culturali. Un soddisfacente livello di istruzione si associa, di norma, a un minor rischio di povertà, a un’alimentazione più sana, ad una più elevata speranza di vita, a una maggiore sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali, e così via. Il quarto obiettivo rappresenta, quindi, una precondizione necessaria (ma non sufficiente) per il conseguimento dell’insieme delle mete previste dall’Agenda 2030. I Paesi si sono impegnati ad assicurare, entro il 2030, a tutte le loro giovani generazioni un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e a promuovere lungo tutta la vita opportunità di apprendimento. 

Italia: Migliorano abbandono scolastico e istruzione universitaria, ma restiamo ultimi in Europa. Oltre 2,2 milioni i giovani di 15-29 anni nel 2016 non studiano e non lavorano

I vari target, sebbene formulati per una platea universale, appaiono largamente adeguati al caso italiano, anche tenuto conto della loro consonanza con gli impegni assunti dal nostro Paese in sede europea, quali la riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10%, l’aumento al 40% della quota di 30-34enni laureati, un’elevata quota di bambini frequentanti le scuole dell’infanzia e di adulti in formazione, nonché elevati livelli di competenze in lettura e matematica. Purtroppo, dall'ultimo rapporto Istat "Noi Italia", emerge la fotografia di un Paese che si ferma al quartultimo posto della graduatoria delle persone di 25-64 anni con livello di istruzione non elevato, con una incidenza quasi doppia rispetto all'Ue28 (rispettivamente 40,1% e 23,5%).

E anche se la percentuale - il 26,2% - dei 30-34enni che ha conseguito la laurea nel 2016 appare in linea con quanto stabilito dall'Europa come obiettivo per l'Italia, resta lontana dal 40% fissato per la media europea. In Europa il nostro Paese continua a ricoprire l'ultima posizione, 25,3% contro il 38,7% della media Ue28. Miglioramenti si registrano sul fronte degli abbandoni scolastici: nel 2016 la quota di giovani che lasciano gli studi è scesa, infatti, al 13,8% superando l'obiettivo nazionale del 16% fissato dalla Strategia Europa 2020. Unico triste primato, la quota dei Neet: siamo al top in Europa con oltre 2,2 milioni i giovani di 15-29 anni che nel 2016 non studiano e neppure lavorano. L’impegno dell’ASviS e delle organizzazioni aderenti in questo campo si è articolato da decenni in progetti, iniziative, campagne di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento dei giovani e dei cittadini in generale. 

Target Goal 4