Goal #4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti

La sfida: Innalzare il livello di istruzione per ridurre il rischio povertà

Secondo l’UNESCO l’educazione allo sviluppo sostenibile si svolge lungo tutto l’arco della vita e ha lo scopo di mettere le persone nella condizione di assumere decisioni informate e azioni responsabili per l’integrità ambientale, la sostenibilità economica e una società più giusta per le generazioni presenti e future, nel rispetto delle diversità culturali. Un soddisfacente livello di istruzione si associa, di norma, a un minor rischio di povertà, a un’alimentazione più sana, ad una più elevata speranza di vita, a una maggiore sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali, e così via. Il quarto obiettivo rappresenta, quindi, una precondizione necessaria (ma non sufficiente) per il conseguimento dell’insieme delle mete previste dall’Agenda 2030. I Paesi si sono impegnati ad assicurare, entro il 2030, a tutte le loro giovani generazioni un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e a promuovere lungo tutta la vita opportunità di apprendimento. 

Italia: Migliorano abbandono scolastico e istruzione universitaria, ma restiamo ultimi in Europa. Oltre 2,2 milioni i giovani di 15-29 anni nel 2016 non studiano e non lavorano

I vari target, sebbene formulati per una platea universale, appaiono largamente adeguati al caso italiano, anche tenuto conto della loro consonanza con gli impegni assunti dal nostro Paese in sede europea, quali la riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10%, l’aumento al 40% della quota di 30-34enni laureati, un’elevata quota di bambini frequentanti le scuole dell’infanzia e di adulti in formazione, nonché elevati livelli di competenze in lettura e matematica. Purtroppo, dall'ultimo rapporto Istat "Noi Italia", emerge la fotografia di un Paese che si ferma al quartultimo posto della graduatoria delle persone di 25-64 anni con livello di istruzione non elevato, con una incidenza quasi doppia rispetto all'Ue28 (rispettivamente 40,1% e 23,5%).

E anche se la percentuale - il 26,2% - dei 30-34enni che ha conseguito la laurea nel 2016 appare in linea con quanto stabilito dall'Europa come obiettivo per l'Italia, resta lontana dal 40% fissato per la media europea. In Europa il nostro Paese continua a ricoprire l'ultima posizione, 25,3% contro il 38,7% della media Ue28. Miglioramenti si registrano sul fronte degli abbandoni scolastici: nel 2016 la quota di giovani che lasciano gli studi è scesa, infatti, al 13,8% superando l'obiettivo nazionale del 16% fissato dalla Strategia Europa 2020. Unico triste primato, la quota dei Neet: siamo al top in Europa con oltre 2,2 milioni i giovani di 15-29 anni che nel 2016 non studiano e neppure lavorano. L’impegno dell’ASviS e delle organizzazioni aderenti in questo campo si è articolato da decenni in progetti, iniziative, campagne di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento dei giovani e dei cittadini in generale. 

Contattaci
Fulvio D'andrea INC S.r.l.
Maggiori informazioni su Festival dello Sviluppo Sostenibile 2017

Dopo la sottoscrizione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs, nell’acronimo inglese) da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu (settembre 2015), organizzazioni internazionali, governi nazionali ed enti territoriali, associazioni imprenditoriali e della società civile si stanno mobilitando in tutto il mondo per disegnare e realizzare politiche e strategie volte a conseguire i 17 obiettivi e i 169 target su cui tutti i Paesi del mondo si sono impegnati.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 160 organizzazioni e reti della società civile, ha promosso quest’anno il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile, una grande manifestazione di sensibilizzazione e di elaborazione culturale-politica, diffusa su tutto il territorio nazionale. Il Festival rappresenta il principale contributo italiano alla Settimana europea dello sviluppo sostenibile (Esdw) e si svolgerà nell’arco di 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno, durante i quali si terranno oltre 200 eventi (convegni, seminari, workshop, spettacoli, ecc.) per richiamare l’attenzione sia sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire le politiche per lo sviluppo sostenibile. Oltre agli eventi convegnistici, il Festival proporrà anche incontri con personaggi di spicco ed esperti in modo più informale, comprendendo anche attività culturali e di spettacolo (cinema, teatro, mostre, eventi enogastronomici, flash mob). Il Festival nasce per coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione sui temi dello sviluppo sostenibile, andando anche oltre gli addetti ai lavori. Il Festival è rivolto dunque sia agli operatori economici e sociali e agli esperti delle materie oggetto degli eventi, sia a tutti i cittadini interessati a conoscere o approfondire i diversi temi dell’Agenda 2030.

Il Festival ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs, contribuendo in questo modo a portare l’Italia su un sentiero di sostenibilità