Goal #3 – Assicurare salute e benessere per tutti e per tutte le età

La sfida: Raggiungere la “buona salute”, fisica e mentale, riducendo inquinamento, incidenti stradali e abuso di sostanze

La buona salute rappresenta un fattore determinante per la qualità della vita delle persone e del benessere delle collettività. Anche questo obiettivo ha forti interconnessioni con gli altri, soprattutto con quelli che mirano al miglioramento delle condizioni socio-economiche e influenzano le condizioni di salute, creando differenziali a volte molto ampi. I target di questo obiettivo sono molteplici, si va dalla salute riproduttiva alle malattie trasmissibili e non trasmissibili, alla salute mentale; dai rischi di morte legati agli incidenti stradali e all’inquinamento alla prevenzione e al trattamento di abuso da sostanze; dalla copertura sanitaria e accesso ai servizi sanitari alla cooperazione allo sviluppo.

Le tematiche particolarmente significative per il contesto italiano riguardano, in particolare, i rischi derivanti da comportamenti rischiosi per la salute, come il consumo di alcol e tabacco, e i rischi di morte per incidenti stradali e inquinamento. Poiché il nostro Paese è tra quelli maggiormente influenzati dal fenomeno dell’invecchiamento della popolazione (e le previsioni indicano che nel 2045 la quota degli over65 è destinata a raggiungere il 32,5%, rispetto all’attuale 22%), molto importanti sono i target orientati alla prevenzione e alla cura delle malattie croniche alla copertura sanitaria universale ed al miglioramento della situazione dell’accesso ai servizi.

 

Italia: Bene speranza di vita e copertura sanitaria, ma serve ridurre disuguaglianze territoriali e assistenziali legate all’invecchiamento della popolazione

L’Italia, rispetto al Goal 3 presenta luci ed ombre. Tra gli aspetti positivi, il livello di speranza di vita alla nascita tra i più alti in Europa. Secondo gli ultimi dati disponibili (2014), nel nostro Paese si attesta sugli 83,2 anni, un buon risultato rispetto ad una media europea di circa 81 anni ed una relativa alla sola area euro di 82,1 anni. L’Italia presenta inoltre uno dei tassi di suicidi più bassi dell’UE, nonostante l’aumento registrato tra gli uomini durante la recente recessione. Inferiori alla media europea sono anche il tasso di mortalità sotto i 65 anni per malattie croniche e la diffusione di comportamenti nocivi alla salute legati all’abuso di sostanze. Il tasso di mortalità infantile, importante indicatore del livello di sviluppo e benessere del Paese, continua a diminuire: nel 2014 è stato del 2,8 per mille nati vivi, tra i valori più bassi in Europa (Fonte: ultimo rapporto Istat “Noi Italia”). Tra i punti di forza dell’Italia c’è inoltre la copertura sanitaria universale del SSN.

Tra i punti critici figurano le disuguaglianze territoriali, alcune carenze nel coordinamento delle politiche e una non ancora sufficiente e omogenea presa in carico delle problematiche sanitarie e assistenziali legate all’invecchiamento della popolazione. Tutti punti che rappresentano ad oggi debolezze del nostro Paese. Persistono, inoltre, le difficoltà da parte della sanità pubblica a condurre una efficace azione di prevenzione e cura delle malattie croniche, e a prevenire la possibile rinuncia alla cura e alla diagnostica preventiva da parte di una significativa fascia di popolazione a basso reddito.

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Fulvio D'andrea INC S.r.l.
Maggiori informazioni su Festival dello Sviluppo Sostenibile 2017

Dopo la sottoscrizione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs, nell’acronimo inglese) da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu (settembre 2015), organizzazioni internazionali, governi nazionali ed enti territoriali, associazioni imprenditoriali e della società civile si stanno mobilitando in tutto il mondo per disegnare e realizzare politiche e strategie volte a conseguire i 17 obiettivi e i 169 target su cui tutti i Paesi del mondo si sono impegnati.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 160 organizzazioni e reti della società civile, ha promosso quest’anno il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile, una grande manifestazione di sensibilizzazione e di elaborazione culturale-politica, diffusa su tutto il territorio nazionale. Il Festival rappresenta il principale contributo italiano alla Settimana europea dello sviluppo sostenibile (Esdw) e si svolgerà nell’arco di 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno, durante i quali si terranno oltre 200 eventi (convegni, seminari, workshop, spettacoli, ecc.) per richiamare l’attenzione sia sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire le politiche per lo sviluppo sostenibile. Oltre agli eventi convegnistici, il Festival proporrà anche incontri con personaggi di spicco ed esperti in modo più informale, comprendendo anche attività culturali e di spettacolo (cinema, teatro, mostre, eventi enogastronomici, flash mob). Il Festival nasce per coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione sui temi dello sviluppo sostenibile, andando anche oltre gli addetti ai lavori. Il Festival è rivolto dunque sia agli operatori economici e sociali e agli esperti delle materie oggetto degli eventi, sia a tutti i cittadini interessati a conoscere o approfondire i diversi temi dell’Agenda 2030.

Il Festival ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs, contribuendo in questo modo a portare l’Italia su un sentiero di sostenibilità