Goal #17: Rafforzare il partenariato mondiale e i mezzi di attuazione per lo sviluppo sostenibile

Mercoledì 10 maggio 2017 — La sfida: Migliorare e condividere le risorse finanziarie, le conoscenze e le competenze attraverso un’alleanza mondiale per lo sviluppo sostenibile

L’obiettivo 17 è trasversale a tutti gli altri avendo come scopo quello di promuovere e sviluppare i mezzi di attuazione del sistema creato con l’Agenda 2030 e di rafforzare il partenariato tra tutti i portatori di interesse nel campo dello sviluppo sostenibile. La realizzazione dell’Agenda 2030, infatti, richiede che governi, organizzazioni internazionali, società civile e settore privato lavorino insieme a tutti i livelli (globale, tra Nord e Sud, nella cooperazione Sud-Sud, nei contesti locali) e cooperino in ambiti differenti, da quello economico-finanziario a quello tecnologico, commerciale, sistemico e della costruzione di competenze. Per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile è, quindi, fondamentale instaurare alleanze e collaborazioni fra i differenti attori del sistema, ispirate da principi e valori condivisi e nel perseguimento di obiettivi comuni. 

Italia: insufficienza di risorse per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, ma cambiamento in atto

Nel contesto dell’obiettivo 17, uno dei dati più significativi per il nostro paese riguarda l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), ovvero sia la quota del bilancio statale destinata a progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo. Il volume dell’APS italiano è da tempo un aspetto critico. Negli ultimi anni, si è arrestato il forte calo dell’APS, ma gli impegni internazionali sottoscritti dal paese (destinare alla cooperazione internazionale lo 0,7% del PIL) appaiono molto lontani dall’essere raggiunti. Secondo i dati OCSE, nel 2015 l'Italia ha destinato solo lo 0,21% del PIL (3,84 miliardi di dollari) alla cooperazione internazionale. Il Governo ha rivisto il calendario di esborso dell’APS, fissando il raggiungimento dell’obiettivo 0,7% nel 2030, cosicché nel triennio 2017-2019 si dovrebbe salire dallo 0,25% allo 0,28%, mentre nel 2020 l’Italia dovrebbe raggiungere lo 0,30% del PIL. Benché i numeri restino ancora molto modesti - lasciando l’Italia ancora molto indietro rispetto a quanto promesso - il cambio di tendenza va apprezzato ed eventualmente rafforzato.

Nell’ambito della cosiddetta cooperazione scientifica, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) dispone di un’Unità per la Cooperazione Scientifica e Tecnologica che coordina tutte le azioni di science diplomacy con i paesi terzi. Protocolli esecutivi sono in vigore con diversi paesi ed ognuno di essi indica i settori di ricerca prioritari. Anche il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR) svolge attività di cooperazione scientifica e tecnologica attraverso gli addetti scientifici distaccati nelle ambasciate di diversi paesi, europei e non. Oltre a quelle del MIUR, attività di cooperazione scientifica e tecnologica italiane con paesi terzi sono svolte dai diversi centri di ricerca nazionali. Oltre all’impegno ultradecennale di associazioni e Ong italiane impegnate nella solidarietà internazionale e nella cooperazione allo sviluppo, un fenomeno particolarmente italiano è il coinvolgimento dell’economia associativa, che tra il 2010 e il 2014 ha implementato più di 100 progetti di cooperazione internazionale in diversi settori, per un valore di circa 60 milioni.

Target Goal 17