Goal #14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile

La sfida: Proteggere mari e oceani da inquinamento, acidificazione, pesca eccessiva

Gli oceani e i mari sono essenziali per il pianeta e il benessere delle persone. Questi occupano i tre quarti della superficie terrestre, regolano il clima, producono ossigeno e forniscono le risorse naturali e gli alimenti. Il mare nel suo complesso dà lavoro a più di 200 milioni di persone. La contaminazione e la distruzione degli habitat e delle risorse marini e le attività di pesca non sostenibili danneggiano gli ecosistemi e milioni di persone. Il cambiamento climatico minaccia soprattutto gli oceani, provocando disastri climatici di grande impatto e trasformazioni nella biosfera marina. L'SDG 14 vuole proteggere gli ecosistemi marini e costieri, riducendo la contaminazione marina e l’acidificazione degli oceani, porre fine a pratiche ittiche non sostenibili, promuovere la ricerca scientifica sulla tecnologia marina ed incentivare la crescita degli stati insulari in via di sviluppo.

 

Italia: Stock ittici sovra-sfruttati. Scorte di pesce finite il primo aprile, import necessario fino a fine anno

Nel Mediterraneo è sovra sfruttato il 90% degli stock ittici e recentemente è stato evidenziato come dallo scorso primo aprile l’Italia abbia “esaurito” le sue scorte nazionali per soddisfare la domanda interna di pesce e come questa verrà soddisfatta solo da pesce importato, considerando la richiesta complessiva di mercato interno dell’intero anno. Insomma, consumiamo molto più pesce di quanto ne possiamo pescare nelle nostre acque nazionali. A lanciare l’allarme sulla fine delle scorte nazionali è il rapporto di Ocean2012, un coordinamento di 200 organizzazioni che si battono per trasformare la Politica europea della Pesca per fermare la pesca eccessiva.

In sostanza, sottolinea Ocean2012, “le scorte nazionali si esauriscono sempre prima, costringendo materialmente i consumatori a dipendere dalle importazioni di pesce per il proprio fabbisogno. Per l’Italia il grado di autosufficienza è sceso dal 32,8% al 30,2% negli ultimi due anni. E nonostante un consumo leggermente inferiore, il nostro Paese è di fatto sempre più dipendente dal pesce proveniente da acque non-europee. L’Italia rimane dipendente dal pesce extracomunitario per sostenere circa il 70% dei suoi consumi”. Un paradosso per un Paese come il nostro, circondato da 8.000 Km di costa, che un tempo godeva di un mare sano e pescoso.

Altri dati preoccupanti arrivano dalla quarta Campagna nazionale di tutela ambientale, svolta tra gennaio e ottobre 2016 ed incentrata, su specifico mandato del Ministro dell’Ambiente alle capitanerie di porto, sulla tutela del mare e delle coste nazionali. Dai risultati presentati dalla Guardia Costiera si evincono diverse effrazioni: le violazioni in materia di scarichi civili e industriali, dalla piattaforma off shore al privato che fa confluire le acque reflue direttamente in mare, sono state quelle più contestate, il 31%, seguite dalla sorveglianza delle aree marine protette (23%), dall'abusivismo demaniale (21%), dalle violazioni in materia di rifiuti (17%) e dalla tutela delle specie marine protette (4%). Particolarmente significativo, secondo la Guardia costiera, è il numero dei delitti di inquinamento ambientale, in tutto 84, concentrati soprattutto nel Sud Italia spesso connessi agli scarichi nelle acque superficiali e dei rifiuti.

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Fulvio D'andrea INC S.r.l.
Maggiori informazioni su Festival dello Sviluppo Sostenibile 2017

Dopo la sottoscrizione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs, nell’acronimo inglese) da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu (settembre 2015), organizzazioni internazionali, governi nazionali ed enti territoriali, associazioni imprenditoriali e della società civile si stanno mobilitando in tutto il mondo per disegnare e realizzare politiche e strategie volte a conseguire i 17 obiettivi e i 169 target su cui tutti i Paesi del mondo si sono impegnati.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 160 organizzazioni e reti della società civile, ha promosso quest’anno il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile, una grande manifestazione di sensibilizzazione e di elaborazione culturale-politica, diffusa su tutto il territorio nazionale. Il Festival rappresenta il principale contributo italiano alla Settimana europea dello sviluppo sostenibile (Esdw) e si svolgerà nell’arco di 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno, durante i quali si terranno oltre 200 eventi (convegni, seminari, workshop, spettacoli, ecc.) per richiamare l’attenzione sia sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire le politiche per lo sviluppo sostenibile. Oltre agli eventi convegnistici, il Festival proporrà anche incontri con personaggi di spicco ed esperti in modo più informale, comprendendo anche attività culturali e di spettacolo (cinema, teatro, mostre, eventi enogastronomici, flash mob). Il Festival nasce per coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione sui temi dello sviluppo sostenibile, andando anche oltre gli addetti ai lavori. Il Festival è rivolto dunque sia agli operatori economici e sociali e agli esperti delle materie oggetto degli eventi, sia a tutti i cittadini interessati a conoscere o approfondire i diversi temi dell’Agenda 2030.

Il Festival ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs, contribuendo in questo modo a portare l’Italia su un sentiero di sostenibilità