Goal #11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

 

La sfida: Creare un ambiente urbano moderno e sostenibile per quasi 5 miliardi di persone

Nel 2010 la popolazione urbana mondiale ha superato quella rurale e si prevede che nel 2030 il 60% degli 8 miliardi di abitanti del pianeta vivranno nelle città. Ciò è ancor più vero in Europa, dove la popolazione urbana sfiora il 70% di quella complessiva. Gran parte della sfida per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 si gioca dunque nelle città e diversi target ricompresi nel Goal 11 possono essere ricondotti a sei aree principali di intervento: abitazioni, periferie, rigenerazione urbana e consumo di suolo, trasporti e mobilità, patrimonio culturale e naturale, calamità, cambiamenti climatici e ambiente urbano, spazi pubblici, aree verdi e sicurezza, cooperazione allo sviluppo per l’edilizia sostenibile e resiliente. 

 

Italia: Condizione abitativa, trasporti e sicurezza urbana non all’altezza della media UE, oltre livelli d’inquinamento ancora troppo alto. Ma la densità dei beni culturali non ha eguali.

Per il target “abitazioni e quartieri poveri” il nostro Paese mostra una condizione abitativa peggiore della media dell’UE, soprattutto nelle aree a maggior grado di urbanizzazione, con un numero minore di stanze per abitante (Italia 1,3%; UE 1,5%), una quota maggiore di popolazione in situazione di disagio abitativo (Italia 10,4%; UE 5%) e una percentuale maggiore della popolazione totale per la quale la casa in affitto costa di più della media (Italia 32,4%; UE 27,3%). Inoltre, la copertura del suolo urbano in Italia è maggiore di quella media europea (Italia 7%, UE 4,3% nel 2012) e tra il 1990 e il 2000 la superficie artificiale è aumentata nel nostro paese più di quanto avvenuto nel resto d’Europa (Italia +6,4%, UE +5,7%).

In fatto di trasporti, il confronto con l’Europa centro-settentrionale e con la Spagna è fortemente penalizzante per le città italiane: nel 2012 il 9,4% della popolazione italiana denunciava una difficoltà molto alta nell’accesso al trasporto pubblico, rispetto ad una media europea del 5,7%, ponendo il nostro Paese al quartultimo posto. L’Italia si caratterizza però per un’alta densità di beni culturali, molti dei quali nelle città e per il maggior numero di siti UNESCO al mondo. Nel 2014 la spesa per la protezione della biodiversità e del paesaggio era dello 0,2% del PIL, al di sopra della media dell’UE (0,1%), ma la spesa per servizi culturali era ampiamente al di sotto della media europea, nonostante l'elevata presenza di patrimonio culturale (0,3% e 0,5% del PIL, rispettivamente).

Dal lato dell’ambiente urbano, nel 2014 il 25,4% degli abitanti delle città italiane soffriva di inquinamento, sporcizia e altri problemi ambientali, valore ben al di sopra della media del 19,1% nelle città dell’UE. Anche la raccolta differenziata dei rifiuti si è attestata al 45,2%, raggiungendo con sei anni di ritardo l’obiettivo fissato dalla normativa europea. Nel 2013 il 20,1% della popolazione urbana era esposto a concentrazioni eccessive di particolato (PM 2,5 e PM 10), rispetto ad una media europea del 15,9%, forse anche per questo l’Italia è il paese europeo con il più alto numero di morti premature correlate al PM 2,5 (quasi 59.500 nel 2013) e agli altri inquinanti. Gli obiettivi europei, oltre a prevedere il riutilizzo e il riciclaggio del 65% dei rifiuti entro il 2030 e la graduale limitazione al 10% del loro smaltimento in discarica entro il 2030, impongono all’Italia la riduzione della concentrazione delle polveri sottili (PM 2,5) entro i 20 µ/m3 al 2020 (l’OMS ha stabilito un limite più basso di 10 µ/m3). Nel 2014, il 23,6% degli abitanti delle città italiane accusava problemi legati al crimine, alla violenza o al vandalismo, valore significativamente superiore a quello medio europeo (19,9%).

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Fulvio D'andrea INC S.r.l.
Maggiori informazioni su Festival dello Sviluppo Sostenibile 2017

Dopo la sottoscrizione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs, nell’acronimo inglese) da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu (settembre 2015), organizzazioni internazionali, governi nazionali ed enti territoriali, associazioni imprenditoriali e della società civile si stanno mobilitando in tutto il mondo per disegnare e realizzare politiche e strategie volte a conseguire i 17 obiettivi e i 169 target su cui tutti i Paesi del mondo si sono impegnati.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 160 organizzazioni e reti della società civile, ha promosso quest’anno il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile, una grande manifestazione di sensibilizzazione e di elaborazione culturale-politica, diffusa su tutto il territorio nazionale. Il Festival rappresenta il principale contributo italiano alla Settimana europea dello sviluppo sostenibile (Esdw) e si svolgerà nell’arco di 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno, durante i quali si terranno oltre 200 eventi (convegni, seminari, workshop, spettacoli, ecc.) per richiamare l’attenzione sia sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire le politiche per lo sviluppo sostenibile. Oltre agli eventi convegnistici, il Festival proporrà anche incontri con personaggi di spicco ed esperti in modo più informale, comprendendo anche attività culturali e di spettacolo (cinema, teatro, mostre, eventi enogastronomici, flash mob). Il Festival nasce per coinvolgere e sensibilizzare fasce sempre più ampie della popolazione sui temi dello sviluppo sostenibile, andando anche oltre gli addetti ai lavori. Il Festival è rivolto dunque sia agli operatori economici e sociali e agli esperti delle materie oggetto degli eventi, sia a tutti i cittadini interessati a conoscere o approfondire i diversi temi dell’Agenda 2030.

Il Festival ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sostenibilità, rendere lo sviluppo sostenibile un tema di attualità e richiamare l’attenzione nazionale e locale sulle problematiche e le opportunità connesse al raggiungimento degli SDGs, contribuendo in questo modo a portare l’Italia su un sentiero di sostenibilità