Goal #11: Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili

Mercoledì 10 maggio 2017 —  

La sfida: Creare un ambiente urbano moderno e sostenibile per quasi 5 miliardi di persone

Nel 2010 la popolazione urbana mondiale ha superato quella rurale e si prevede che nel 2030 il 60% degli 8 miliardi di abitanti del pianeta vivranno nelle città. Ciò è ancor più vero in Europa, dove la popolazione urbana sfiora il 70% di quella complessiva. Gran parte della sfida per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 si gioca dunque nelle città e diversi target ricompresi nel Goal 11 possono essere ricondotti a sei aree principali di intervento: abitazioni, periferie, rigenerazione urbana e consumo di suolo, trasporti e mobilità, patrimonio culturale e naturale, calamità, cambiamenti climatici e ambiente urbano, spazi pubblici, aree verdi e sicurezza, cooperazione allo sviluppo per l’edilizia sostenibile e resiliente. 

 

Italia: Condizione abitativa, trasporti e sicurezza urbana non all’altezza della media UE, oltre livelli d’inquinamento ancora troppo alto. Ma la densità dei beni culturali non ha eguali.

Per il target “abitazioni e quartieri poveri” il nostro Paese mostra una condizione abitativa peggiore della media dell’UE, soprattutto nelle aree a maggior grado di urbanizzazione, con un numero minore di stanze per abitante (Italia 1,3%; UE 1,5%), una quota maggiore di popolazione in situazione di disagio abitativo (Italia 10,4%; UE 5%) e una percentuale maggiore della popolazione totale per la quale la casa in affitto costa di più della media (Italia 32,4%; UE 27,3%). Inoltre, la copertura del suolo urbano in Italia è maggiore di quella media europea (Italia 7%, UE 4,3% nel 2012) e tra il 1990 e il 2000 la superficie artificiale è aumentata nel nostro paese più di quanto avvenuto nel resto d’Europa (Italia +6,4%, UE +5,7%).

In fatto di trasporti, il confronto con l’Europa centro-settentrionale e con la Spagna è fortemente penalizzante per le città italiane: nel 2012 il 9,4% della popolazione italiana denunciava una difficoltà molto alta nell’accesso al trasporto pubblico, rispetto ad una media europea del 5,7%, ponendo il nostro Paese al quartultimo posto. L’Italia si caratterizza però per un’alta densità di beni culturali, molti dei quali nelle città e per il maggior numero di siti UNESCO al mondo. Nel 2014 la spesa per la protezione della biodiversità e del paesaggio era dello 0,2% del PIL, al di sopra della media dell’UE (0,1%), ma la spesa per servizi culturali era ampiamente al di sotto della media europea, nonostante l'elevata presenza di patrimonio culturale (0,3% e 0,5% del PIL, rispettivamente).

Dal lato dell’ambiente urbano, nel 2014 il 25,4% degli abitanti delle città italiane soffriva di inquinamento, sporcizia e altri problemi ambientali, valore ben al di sopra della media del 19,1% nelle città dell’UE. Anche la raccolta differenziata dei rifiuti si è attestata al 45,2%, raggiungendo con sei anni di ritardo l’obiettivo fissato dalla normativa europea. Nel 2013 il 20,1% della popolazione urbana era esposto a concentrazioni eccessive di particolato (PM 2,5 e PM 10), rispetto ad una media europea del 15,9%, forse anche per questo l’Italia è il paese europeo con il più alto numero di morti premature correlate al PM 2,5 (quasi 59.500 nel 2013) e agli altri inquinanti. Gli obiettivi europei, oltre a prevedere il riutilizzo e il riciclaggio del 65% dei rifiuti entro il 2030 e la graduale limitazione al 10% del loro smaltimento in discarica entro il 2030, impongono all’Italia la riduzione della concentrazione delle polveri sottili (PM 2,5) entro i 20 µ/m3 al 2020 (l’OMS ha stabilito un limite più basso di 10 µ/m3). Nel 2014, il 23,6% degli abitanti delle città italiane accusava problemi legati al crimine, alla violenza o al vandalismo, valore significativamente superiore a quello medio europeo (19,9%).

Target Goal 11