Goal #10: Ridurre l’ineguaglianza all’interno e fra le Nazioni

Mercoledì 10 maggio 2017 —  

La sfida: Ridurre il divario tra ricchi e poveri, un gap in costante aumento

Con l’adozione dell’Agenda 2030 la riduzione delle disuguaglianze, all’interno e fra paesi, viene riconosciuta come un requisito essenziale dello sviluppo, anche perché negli ultimi 30 anni il divario tra ricchi e poveri è andato aumentando, raggiungendo il livello più alto in un gran numero di paesi avanzati. Il 10% della popolazione più agiata dell’area OCSE ha un reddito medio disponibile di oltre 9 volte superiore a quello del 10% più povero, mentre negli anni ‘80 del secolo scorso tale rapporto era pari a 7. A livello mondiale le disparità di reddito sono considerevolmente più ampie di quelle rilevate nelle economie avanzate, con differenze regionali significative sia nei livelli sia nella dinamica. Ovunque esse si associano ad ancor più forti disparità nella distribuzione della ricchezza e nell’accesso a servizi fondamentali di qualità. L’Obiettivo 10 punta l’attenzione su questo aspetto decisivo dello sviluppo, monitorando - attraverso specifici indicatori - l’inclusione sociale, economica e politica dei cittadini, senza discriminazioni di età, sesso, disabilità, razza, etnia, religione e favorendo in questo modo l’adozione di politiche per la promozione di una maggiore eguaglianza.

 

Italia: Reddito disponibile, forte il divario tra le fasce della popolazione e tra regioni

In Italia l’articolo 3 della Costituzione impegna la Repubblica a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. La legge delega approvata nel marzo scorso dal Parlamento è incentrata su una strategia innovativa per il contrasto alla povertà e la riduzione delle disuguaglianze, con l’istituzione del reddito di inclusione (REI), misura varata per assicurare in modo progressivo il sostegno economico alle famiglie in condizione di povertà assoluta, a partire dai nuclei con bambini, con disabili gravi, con donne in stato di gravidanza o persone disoccupate con più di 55 anni di età. La legge delega prevede inoltre il riordino delle prestazioni assistenziali finalizzate al contrasto della povertà e il rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali, finalizzato a garantire maggiore omogeneità territoriale nell’erogazione delle prestazioni. Secondo i dati del Governo diffusi nel DEF, già nel 2017 beneficeranno del REI circa 400mila famiglie, per un totale di 1,7 milioni di persone. Si tratta di meno di un terzo dei 4,6 milioni di persone che secondo l’ISTAT si trovano in povertà assoluta, che cioè non sono in grado di acquistare un paniere di beni e servizi essenziali.

Il raggiungimento dell’Obiettivo 10 è strettamente connesso al miglioramento di altri Goals e di performance positive in altri ambiti fondamentali, come istruzione e salute. L’origine familiare continua infatti a pesare sulla riuscita dei percorsi scolastici e lavorativi dei ragazzi: i figli di genitori con titoli di studio più elevati hanno probabilità assai minori di abbandonare la scuola o di trovarsi nella condizione di non lavorare e non studiare. È inoltre ampiamente dimostrato che la speranza di vita è correlata con il livello di istruzione: a 30 anni di età, in Italia, gli uomini con al massimo la scuola dell’obbligo hanno uno svantaggio nella speranza di vita di 4,5 anni rispetto ai laureati, mentre la differenza è di 2,8 anni tra le donne.

Con il DEF 2017, l’Italia per la prima volta include nella propria programmazione economica, accanto agli obiettivi tradizionali - in primis il PIL e occupazione - quattro indicatori di benessere equo e sostenibile e, tra questi, l’indice di diseguaglianza del reddito disponibile. Il divario fra il reddito della fascia più ricca e meno ricca della popolazione è in Italia molto forte, più forte rispetto a Germania e Francia, ed cresciuto con la crisi, in particolare in alcune regioni del Sud (Sicilia e Campania). Con il DEF, il Governo si pone l’obiettivo di ridurre la diseguaglianza nel corso del prossimo triennio, intervenendo anche sulla struttura del prelievo fiscale e contributivo. La scelta di monitorare l’andamento delle diseguaglianze e il suo legame con la programmazione economico-finanziaria è coerente con l’inserimento del tema nell’agenda della Presidenza italiana del G7.

Target Goal 10