Goal #1 – Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo

Mercoledì 10 maggio 2017 — La sfida: ridurre di almeno la metà la percentuale di chi vive in povertà

Nonostante il positivo trend decrescente, secondo i dati ufficiali nel mondo ci sono ancora 766 milioni di poveri, ossia di persone che vivono con meno di 1,90 $ (PPP) al giorno. Questo goal punta a eliminare del tutto la povertà estrema nel mondo entro il 2030. In questo contesto, l’Italia è impegnata sia come promotrice di iniziative e di solidarietà verso i Paesi più poveri, sia sul piano interno per ridurre almeno della metà la percentuale di persone che vivono in povertà (secondo l’Istat, nel 2015 il 6,1% delle famiglie e il 7,6% degli individui erano al di sotto della soglia di povertà assoluta, contro valori che oscillavano tra il 3,5 e il 4% di famiglie nel decennio precedente).

Fra i sotto-obiettivi più significativi per l’Italia rientra quello di applicare, a livello nazionale, sistemi adeguati e misure di protezione sociale per tutta la popolazione, così da raggiungere, entro il 2030, una sostanziale copertura delle persone povere e vulnerabili rispetto ai livelli minimi di intervento.

Data la gravità e la durata della crisi in cui si trova il nostro Paese è importante accrescere la “resilienza” delle persone, a fronte di eventi (come la perdita del lavoro, la malattia, l’infortunio, la morte del coniuge, la separazione) che determinano all’improvviso una condizione di indigenza.

Italia: 7,2 milioni di persone in grande difficoltà economica, peggiora la situazione per gli over 65

In Italia, sono 7 milioni 209 mila le persone che vivono in famiglie in grave deprivazione materiale, ovvero in seria difficoltà economica. Lo sostiene l'Istat, a seguito dell'audizione su Def, traducendo in numeri assoluti la quota (11,9%) di quanti nel 2016, secondo i dati provvisori, si trovano in nuclei - che sono 3 milioni 134 mila - con almeno 4 sintomi di disagio su un set di 9 (dal non potersi permettere le vacanze o un pasto proteico adeguato all'essere in arretrato con bollette, affitti o mutui). L'Istituto nazionale di statistica ha sottolineato che tra il 2015 e il 2016 è peggiorato l'indice per le persone anziane dai 65 anni in su e per chi vive in famiglie con una persona di riferimento in cerca di occupazione. Più in generale, "si confermano gli elevati valori di disagio economico per le famiglie residenti nel Mezzogiorno (la quota delle persone gravemente deprivate è oltre tre volte quella del nord), per le famiglie monogenitore con figli minori (17,5%) e tra i membri delle famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (35,8%), in altra condizione non professionale (a esclusione dei ritirati dal lavoro) o con occupazione part time (22,8% e 16,9% rispettivamente)". Nel 2016 risultano in condizione di grave deprivazione 1 milione 250 mila minori, pari al 12,3% della popolazione con meno di 18 anni.

Un passo avanti per migliorare l’inclusione è stato fatto con l’approvazione della “Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali” (Legge 15 marzo 2017, n. 33). Grazie anche alla mobilitazione della società civile, per la prima volta l’Italia si è infatti dotata di una misura strutturale di contrasto alla povertà, il Reddito di Inclusione (REI). Il REI si articola in un beneficio economico e in una componente di servizi alla persona che devono essere garantiti a livello locale. In attesa che sia progressivamente esteso, in questa prima fase, il REI dà precedenza alle famiglie con minori, con disabili gravi, con donne in stato di gravidanza accertata o persone disoccupate con più di 55 anni di età.

Vi è poi il caso della povertà sanitaria: ben 11 milioni di italiani non dispongono delle risorse necessarie per potersi curare adeguatamente. Analogamente, la povertà ha pesanti effetti sull’alimentazione, un fenomeno che riguarda tutte le aree deboli del Paese (periferie urbane, aree depresse, zone deindustrializzate) e impedisce l’accesso al cibo sano e di qualità, esponendo le persone all’insorgere di malattie legate alla cattiva alimentazione, all’obesità ed alla denutrizione.

Target Goal 1